|
Ma...da dove cominciare?
Si...Giuliano ed io
cominciammo a "fare la radio" al baracchino (termine
volgare che indica l'apparato radio ricetrasmittente
della banda sugli 11 metri o 27Mhz)...spaccammo le
orecchie a tanti...eheheheheh e cercammo di coinvolgere
gli amici piu' cari di allora, ricordo che Pietro ci
disse: "Ma siete impazziti? Ci arrestano!!!" da lì
capimmo che era con noi quel suo "Ci" era
inequivocabile, ci stava.
Poi fu la volta di Paolo,
allora impegnato nella gestione di una discoteca, che si
portò dietro Aldo (ma per poco), insomma restammo in
quattro...Pietro, Paolo, Giuliano ed io.
Trovammo una casupola in
campagna a "Serra Perdosa", un quartiere che oggi è
città e comonciammo a trasmettere con una specie di
baracchino modificato e una strana antenna ma la qualità
era infima, praticamente la frequenza era piatta...priva
di bassi e la musica non era ascoltabile per non parlare
del raggio di copertura, praticamente per pochi...decidemmo
di trovare una soluzione con qualcosa di piu'
professionale.
Non è facile ricordare...so
solo che non esisteva niente sul mercato, parlo di
apparecchiature per la trasmissione in FM e le case
produttrici di allora si rivolgevano esclusivamente alla
radio di stato che avevano il monopolio in questo
settore ma...qualcosa si stava muovendo in questa nostra
Italia e la stampa cominciava a parlare di emittenza
clandestina in virtù dell'art.21 della L300 della nostra
Costituzione.
Ricordo che la prima
radio privata in Sardegna fu Radio Brasilia, segui
Radiolina e Ramasound e poi..a distanza di mesi, toccò a
noi, quindi siamo con orgoglio una delle radio storiche
della Sardegna che hanno cominciato dal nulla in modo
pioneristico.
Ma andiamo per ordine...il
primo problema fu quello di reperire sul mercato
qualcosa che assomigliasse ad un trasmettitore in FM e
lo trovammo in un residuato bellico, un vecchio
radiotelefono da campo valvolare, un vero cimelio...arrivò
in una cassa di legno e quando la aprimmo...beh il cuore
ci batteva forte...
E venne il momento di
aprire la "cassa", schiodammo le tavolette di legno e un
altra cassa comparve: era verde militare con una scritta
U.S. Army, faceva pensare ad un ordigno, aveva un
coperchio che si apriva dall'alto, dentro una grossa
valvola, pensate ad una lampadina enorme, quelle usate
negli stand pubblicitari delle fiere.
Collegammo il tutto al
mixer, un Hirtel tutto nero e all'antenna, un dipolo
autocostruito sui 104Mhz, volevamo sentire subito la
modulazione di quel radiotelefono...e fu una delusione,
era veramente telefonica...piatta e tagliata nelle
frequenze, soldi buttati.
Nonostante tutto quel 5
Settembre del 1975 cominciammo a trasmettere in piena
clandestinità da quella casupola di campagna a 50.000
lire al mese di affitto, una stanza unica con una sola
finestra con le sbarre di ferro, un registratore a
bobine Grundig, due microfoni e il mixer Hirtel, Radio
Iglesias era tutta qui...dimenticavo la passione e
l'entusiasmo erano immensi.
Sono passati 27 anni e
siamo ancora qui ma stavolta con tecnologie
avanzatissime e un sistema nuovo per fare Radio
+ Internet: Un piccolo Mondo......Un
Grande Mondo... |